venerdì 19 giugno 2015

Il solito paese che chiude per ferie, ovvero tutto sempre più noiosamente nella norma!

Sta per arrivare l'estate e come al solito, alla faccia della crisi, il morbo della vacanzite acuta diffonde agevolmente il suo contagio, l'atmosfera generale è già impregnata del tipico svaccamento disimpegnato che contraddistingue questo periodo, crollasse il mondo, i miei 'poveri' timpani sono già deliziati, certe notti, dall'usuale frastuono costituito da musica decerebrata sparata a tutta manetta, proveniente da qualcuno dei giardini pubblici che mi ritrovo nei paraggi, ne ho ben 3 purtroppo, non bastassero cani ululanti e mocciosi strillacchianti (ed ovviamente il tutto si accentuerà nei prossimi mesi, come sempre), insomma il solito andazzo, nulla di nuovo, certamente. Ma è altrettanto sicuro che, col passare degli anni, aumenti l'uggiosità, lo sconforto, l'insofferenza, il senso di vuoto pneumatico, che tutto ciò m'ingenera. D'accordo, non ci si può fare alcunchè, ci si deve rassegnare, anche al fatto che pure le persone che conosci, divengano di botto, come per chissà quale malvagio sortilegio, improvvisamente sfuggenti, elusive, che assumano comportamenti sempre più deliranti, che ci si ritrovi regolarmente sempre più avvolti da una solitudine straziante, ma tanto chi se ne importa, basta che il dio pallone mandi la squadra del cuore in serie a e poi, tutti al mare (o chissaddove) a mostrar le chiappe chiare, ed è tutto a posto, tutto nella norma, chiusure selvagge di esercizi pubblici comprese, chi resta in città si comporterà come se fosse andato in villeggiatura (o s'inventerà qualche ridicolo stratagemma, per non perdere la faccia in pubblico), facendo il "desaparecido", aggiungiamoci cant(ieri, oggi, domani, dopodomani, l'altro dopodomani e via delirando) stradali ed edili, che mai come ora, stuzzicano il nostro quotidiano cittadino, ed eccoci immersi, volenti o nolenti, in questa bella atmosfera "bucolica", "cani"cola a parte. Tanto non può che essere così, dappertutto, ovunque ti trovi, senza rimedio nè speranza alcuna, che ti piaccia o meno, questo ti viene ripetutamente detto, come sordido "leitmotiv" di una vita balorda e insensata, in questo evo (medio) tecnologicamente "avanzato" (sarà per questo che si presenta il problema dello smaltimento dei cosiddetti "rifiuti tecnologici"?). Che palle, continuo a ripetermi, senza costrutto, ma comunque sia, mi rifiuto di pensare che non esista alternativa alcuna a tutto questo, contrariamente a quel che ti si vuol far credere, soltanto che in mezzo a questo assurdo marasma, diventa difficile percepire la presenza di un altro mondo, se non impossibile. Continuerò in ogni caso stupidamente, a coltivare questa assurda illusione, anche se ho la nettissima impressione che agli altri vada benissimo così (aveva ragione Sartre, quando affermava che il vero inferno sono questi ultimi, in quanto alieni, ovvero estranei a te), altrimenti qui non resta proprio che il suicidio, sperando, anche se non ho la minima idea in quale maniera, di trovarlo, prima o poi, questo altro mondo, ben prima che sia troppo tardi...