Ma come mai, domando e dico, con tutto codesto profluvio di affollati festival della filosofia, della scienza e compagnia bella, che spuntano come funghi da ogni dove, trovando regolarmente ampio spazio nei mass-media, la stupidità generale e generalizzata, continua a dilagare inesorabilmente più che mai? Forse per una bizzarra legge di compensazione? Magari, per invertire la nefasta tendenza, si dovrebbe allora organizzare, in opportuna sede, un bel convegno di cosmoscemonologia applicata, in ossequio all'esimio dottor Pangloss, con i dotti relatori producentesi in un continuo sdilinquimento linguidinale, per il sommo sollazzo del numeroso pubblico che certamente vi accorrerebbe a frotte. Quanta fame di cultura, in questi tempi di ignoranza spudoratamente conclamata, ma per caso costoro ci avessero un verme solitario nello stomaco? Mi piacerebbe tanto sapere se, qualcuno di coloro che si sono andati a sciroppare queste squallide sequele di masturbazioni narcisistiche pubbliche, all'insegna dell'onanismo più sfrenato e sfrontato, da parte di questi mefitici soloni (nel senso anche di grandi, immensi sòla) immeritatamente strapagati, autentici parassiti della psiche, ne abbia tratto un qualsivoglia spunto che gli sia stato anche solo minimamente utile, nella vita quotidiana reale, poichè ne dubito fortemente, salvo assai improbabili smentite, dico bene? Ed allora, perchè andare masochisticamente a stracciarsi i marroni, magari pagandoci pure il biglietto d'ingresso, a cotali squallide scempiaggini? Ricorderò fin che campo, un'intervista ad un ultra ottuagenario, arzillo direttore d'orchestra austriaco, su un mensile musicale nostrano (della quale ho già ripetutamente accennato in precedenza), il quale, alla fatidica (ed invero insulsa) domanda, "Qual'è la cosa più importante per l'uomo?", rispose, prontamente e saggiamente, "La prossima colazione!", soggiungendo più oltre che la filosofia è un lusso per chi ha la pancia piena, ogni volta di più trovo questa affermazione, veramente impagabile! Quando andate ad assistere a simili (in)dotte manifestazioni, chi, fra relatori e pubblico, sono coloro con "la pancia piena" e chi coloro con la pancia "un pò meno piena" se non addirittura "cronicamente vuota" (e tale resterà anche al termine, ovvio, mentre, al contrario, quelli con "la pancia piena", si faranno l'ennesima abbuffata alla faccia di voi gonzi che li andate a sentir sproloquiare)? Provate un poco ad indovinare, non vi viene nemmeno un pò di mal di stomaco al solo pensiero? Più la miseria dilaga, più abbondano simili eventi, chissà perchè! Questi immondi soloni (Raffaele Morelli, Massimo Cacciari - fu pessimo sindaco di Venezia, tra l'altro, a riprova che, quando si deve passare da concetti fumosi ed astratti, all'atto pratico, ovvero alla vita reale, simili soggetti si rivelano, come minimo, inadeguati alla bisogna -, Paolo Crepet, Vittorino Andreoli ed altri illustrissimi e numerosissimi mentecatti assortiti), sono i medesimi che vomitano sguaiatamente le loro sconcezze letterarie in libreria, autentici parti escrementizi basati su scempiaggini tipo il potere della mente, l'influenza della postura ed altre corbellerie assortite, con le quali ti vorrebbero far credere di migliorare la vita. In effetti, la vita migliora, ma non quella dei fessi che li comprano e/o li leggono, piuttosto, nell'ordine, quella: a) degli autori medesimi, naturalmente; b) dei loro editori; c) degli stampatori; d) dei distributori; e) dei librai; f) dei mercatini dell'usato, dove questi libri finiscono persino troppo facilmente nel giro di brevissimo tempo; g) dei servizi pubblici di nettezza urbana, una volta che questi libercoli approdano al loro naturale ed inevitabile destino, intasando i cassonetti, ovvero aumentandogli notevolmente il lavoro e quindi i profitti. Anche in questi giorni, in libreria, mi sono imbattuto nell'ennesimo ammasso cartaceo incentrato sul tema, altamente "originale ed innovativo", della felicità e su come ottenerla, vergato dall'ennesimo trombone, un francese del quale non rammento il nome, ma ha ben poca importanza, un trombone sfiatato che, in quanto filosofo, pretende, come i suoi simili, di detenere la verità assoluta, quando al mondo esistono soltanto verità relative e chi dichiara il contrario, a qualsiasi titolo, non può che essere un volgarissimo millantatore. A parte la scarsa fantasia di questa pletora di ciarlatani unti e bisunti, che rimestano all'infinito, nelle loro vacue argomentazioni, la solita brodaglia sempre più sciapa ed allungata, giustamente, Vittorio Feltri, li definì "terziario inutile" (in questa categoria ci si possono tranquillamente includere anche psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, sessuologi, dietisti, dietologi, alimentaristi, economisti, ecc., ecc.), visto che, nonostante il loro "imprescindibile" apporto, o forse proprio in "virtù" del medesimo, il mondo intero continua imperterrito a precipitare allegramente e coscientemente nel baratro. "Lasciateci a battere le mani / sono arrivati i re dei ciarlatani...", questo ritornello facente parte della sigla che accompagnava gli spettacoli teatrali di Dario Fo, trasmessi illo tempore da mamma Rai, mi ronza sempre più spesso, di questi tempi, nel mio cervellino fritto e rifritto, chissà come mai!
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