martedì 11 marzo 2014

Pene più duro per gli stupratori.

Così titolava anni fa un quotidiano in prima pagina. Ovviamente trattavasi di un (curiosissimo) refuso di stampa, altrimenti quello sì che si sarebbe potuto definire un provvedimento veramente ficcante, studiato decisamente ad hoc! Anche quest'anno, tanto per cambiare, in occasione dell'8 marzo, ci siamo dovuti sciroppare per l'ennesima volta, questo tormentone ammorbante ed asfissiante del "femminicidio", con il quale ci triturano periodicamente gli attributi, queste suffragette sgallettate, con relativa esposizione di scarpe femminili rosse delle fogge le più disparate, per il sommo godimento di noi feticisti sfegatati, soltanto che così facendo, si scade regolarmente nel ridicolo, tanto per cambiare! A parte il fatto che mi sembra oltremodo insopportabile che la trasmissione di Serena Dandini, "Ferite a morte", ovviamente imperniata su questo cosiddetto "femminicidio", debba occupare contemporaneamente una rete televisiva (Rai5) e una radiofonica (Radiotre), bandendone per quella sera, chissà perchè, la consueta programmazione di musica colta, bazzecola irrilevante naturalmente (se penso che Radiotre poteva approfittare dell'occasione per trasmettere finalmente il concerto della rassegna "Rai Nuova Musica" del 1° marzo che non si sa ancora se e quando andrà finalmente in onda, per fortuna che quella sera mi ha soccorso Radiofd5), ma si sa che i compagnucci della parrocchietta sinistrorsa possono consentirsi questo ed altro, come esponente, volente o nolente, del genere maschile, non sono l'unico ad essere stuccato, nauseato ed offeso dal sentirmi in partenza considerato colpevole in quanto uomo, non solo stante il fatto che non ho mai torto un capello ad alcuno, uomo o donna che sia, ma soprattutto per via della vergognosissima ipocrisia che intride il concetto stesso di "femminicidio"! Come era solito replicare un mio conoscente, il quale, giustamente, ogni volta che sentiva delle donne sparare a zero sul genere maschile, faceva presente alle medesime, saggiamente, che tutti questi "uomini cattivi" non vengono messi al mondo dalla cicogna, ma dalle donne stesse, ottenendo così delle reazioni imbarazzate o irate dalle suddette, come prevedibilissimo (la stessa cosa è ovviamente capitata anche al sottoscritto, ogni qualvolta si trovava a dover replicare alla sedicente suffragetta femminista di turno). Inoltre (provatemi a dimostrare il contrario, se ci riuscite!) è noto che, nella stragrande maggioranza dei casi, le femmine si sciolgono come neve al sole, di fronte al mascalzone di turno, che tanto più è bastardo, tanto più fa strage di cuori donneschi, non parliamo poi se è danaroso ed automunito, in questo caso si forma subitamente una coda chilometrica di aspiranti vittime bramose di farsi sottoporre a qualsivoglia sevizia, altrochè! Ai "bravi soggetti" ovvero ai fessi come il sottoscritto, tocca nella migliore delle ipotesi, di fungere da valvole di sfogo, ovvero di sciropparsi le lagnanze di questa o quella squinzietta maltrattata dal 'brutalone' di turno, ma sempre dispostissime a concederviglisi ogniqualvolta questi si rifaccia vivo, oppure se lo mollano è per cadere nelle grinfie di un altro ancor più farabutto del precedente! Tutto nella norma! Mentre per i "bravi soggetti" vi è soltanto sfruttamento e menate per il naso, nevvero? So benissimo che come minimo verrò tacciato di bieco maschilismo ad oltranza, che quello che affermo costituisce la scoperta dell'acqua calda, che così va il mondo, ecc. ecc., ma sarebbe proprio ora che questo benedetto genere femminile, anzichè spappolarceli ipocritamente ad ogni piè sospinto, si facesse un serissimo esame di coscienza e la piantasse definitivamente con queste assurde "convulsioni epilettiche" verbali, denotanti esclusivamente una cattiva coscienza di fondo, che in quanto tali non portano assolutamente ad alcunchè di buono, ottenendo soltanto di esacerbare inutilmente gli animi! Ma questa è senz'altro un'utopia! Ci sarà pure un buon motivo, se è stato coniato il detto "Bacco, tabacco e Venere, riducono l'uomo in cenere", no? Su certe nefaste propensioni muliebri, si è dilungato anche il giornalista Pino Aprile, nel suo libro "Elogio dell'imbecille", quando rilevava che, poichè in caso di guerra a essere spediti sul campo di battaglia erano generalmente gli uomini migliori, alle donne rimaste sole nelle retrovie, in preda a certi irrefrenabili pruriti di natura facilmente intuibile, non rimaneva che 'sollazzarsi' o fra di loro, o con gli esemplari di scarto della specie maschile, il guaio peggiore era che, in quest'ultimo caso, sovente ne venivano letteralmente partoriti, inevitabilmente, altri "uomini cattivi", d'altronde con simili presupposti non ci si poteva certo attendere un diverso risultato!  E ci sarebbe da considerare anche la questione del cosiddetto "filo-femminismo ipocrita", come lo definì giustamente in tempi remoti lo scrittore Alfredo Todisco, durante una puntata della trasmissione televisiva "Maurizio Costanzo Show" in onda su Canale 5 in tarda serata, praticato da omuncoli ipocriti e opportunisti con la cattiva coscienza, producente anch'esso autentici sfracelli! Ma qui mi fermo, almeno per il momento, per eventualmente riprendere il discorso, alla prossima occasione che, ne sono sicuro, non mancherà!

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