Il grigiore, l'uggiosità, che ci attanaglia metereologicamente da giorni e che sembrerebbe non volerci concedere tregua alcuna, parrebbe aver contagiato indelebilmente anche cose e persone, inondandoci in un grigiore esistenziale senza scampo; viene proprio da chiedersi se si tornerà mai più a veder risplendere il sole, in tutti i sensi. Ripensando a quel che ho passato in quell'autentico carcere dell'anima che si è rivelata essere la parrocchia, dove ancora "opero", se così si può dire, come "aiutante generico" (sic!), tutto lì mi sembra immondizia (umana, morale e materiale), non solo il ciarpame che con l'aiuto del soggetto, trasmutatosi nel corso di poco più di un semestre, da "ministro laido" a "fariseo", "gran capo dei farisei", "Inculcator", ed ora "Inculcator Cortese" (essendosi apparentemente un poco ammorbidito nei miei confronti, pur non manifestando più, naturalmente, la sua espansività iniziale nei miei confronti; solo che, a differenza del noto brigante Stefano Pelloni, il famigerato "Passator Cortese" scorrazzante nella Romagna tardo-ottocentesca, l' "Inculcator Cortese", al raffronto, fa assai più magra figura, essendo completamente privo del benchè minimo carisma, sia pure in negativo, riducendosi ad essere un comunissimo criminale da strapazzo, uno smunto ladruncolo di anime), con un camaleontismo da far perfino invidia allo "Zelig" di Woody Allen (chissà quali altre trasformazioni potrebbe tenermi in serbo, per dilettarmi anche in futuro, non sto più nella pelle al solo pensiero!), ma anche tutte le cose e le persone che vi gravitano intorno, mi provocano la stessa nauseabonda, repellente sensazione. Se questa è la moralità dei sedicenti cattolico-cristiani praticanti (e sottolineo "inculcanti"!), allora me la metto tranquillamente tutta in saccoccia! Adesso, però, credo di aver capito perchè il nostro sia solito donare, alle potenziali vittime ancora dimoranti sotto un tetto come il qui presente, la 'famosa' scarpiera dell'Ikea: prima ce la regala, poi ci fa le scarpe! Tutto giusto e sacrosanto, il conto torna! In questi giorni, il derelitto, come prevedibile, improvvisamente piagnucola miseria, non rendendosi conto di parlarsi addosso, dopo le palate di quattrini da lui gettate al vento, ho il forte sospetto che trattasi del tipico bolognese, talmente povero, che l'unica cosa che non gli manca è proprio il denaro! Comunque sia, ennesimo soggetto che mi fa vergognare di esserci nato, in questa maledetta fogna, da aggiungere alla mia personale e sempre più nutrita, purtroppo, galleria degli orrori metropolitani. Nel giro di poco tempo, il luna-park iniziale si è progressivamente trasformato in una sorta di ottovolante imbizzarrito, dal quale sono precipitato sbattendoci bruscamente il grugno e piombando in un'atmosfera da "deserto dei tartari", anche se a tratti il mio isolamento viene interrotto, in questi giorni, da sporadiche comparse dell'esimio personaggio e di qualcuno dei figuri gravitantigli intorno. Non dico che da questa dannata borsa-lavoro mi aspettassi certo una rivoluzione copernicana, riguardo alla mia disastratissima esistenza, obiettivamente sarebbe stata una pretesa invero eccessiva, mi illudevo però che almeno siglasse un piccolo giro di boa, un mutamento di vento, un piccolo segnale che anche per me le cose iniziassero a prendere finalmente una direzione diversa, più positiva, dalla consueta, tristissima mia quotidianità, in ossequio al noto proverbio "da cosa nasce cosa", ed invece, eccomi, a poco a poco, rigettato al mio punto di partenza, al mio limbo perenne, senza capo nè coda, ma probabilmente era da stupidi, sperare che fosse altrimenti. Mi viene in mente Giovannino Guareschi, quando descrive, in un suo libro, la vecchia maestra elementare della scuola del paese, in procinto di andarsene in pensione. Fino al giorno prima, lei pensa fermamente che, con tutto quello che le è capitato nella sua lunghissima carriera d'insegnante, potrebbe scriverci tranquillamente un libro. Poi, giunta al momento fatidico del suo pensionamento, si rende improvvisamente conto che tutto si riduce al semplice fatto che un giorno ha iniziato ad insegnare, ed un altro giorno ha terminato, tutto qui, nulla di più, nulla di meno. Anche per me è la stessa cosa, alla fine, un giorno l'ho iniziata ed un altro giorno la terminerò, questa benedetta incombenza, niente altro, alla fine si resta sempre con un pugno di mosche in mano, tutto scorre senza lasciare traccia alcuna, nè in bene, nè in male, la propria esistenza non evolve in alcuna direzione, restando permanentemente bloccata, imprigionata in uno squallido nulla di fatto. In questo frangente, inoltre, ho avuto l'ennesima riconferma della totale caducità delle relazioni umane, impossibile anche solo ipotizzare di poter creare un rapporto almeno decente con chicchessia! Tirate le somme, fra me e costui, il tutto si riduceva ad un dialogo fra sordi, tutto nella norma! Avevo ragione di sentirmi, per l'ennesima volta, sprecato, gettato alle ortiche ed incompreso, i fatti accadutimi, per me, l'hanno ampiamente dimostrato, senza ombra di dubbio! Eccomi qui, dunque, risbattuto nel mio totale, consueto, vuoto esistenziale infinito, avevo già da un pò l'impressione che la mia vita stesse ritornando al cupo grigiore precedente, è sempre tutto così banalmente nella norma, accidenti! Per placare sperabilmente il mio animo straziato, ho accettato di farmi prescrivere dalla psichiatra del centro di salute mentale, degli psicofarmaci, pur essendo perfettamente conscio dei loro effetti collaterali ed avendoli rifiutati in precedenza, ma d'altronde, non intravvedo alternativa alcuna a tutto ciò, per cui la scelta diviene obbligata. Se Berlusconi praticava notoriamente il "bunga-bunga", qui, nell'orrido sito dove il destino mi ha piombato, da un lato c'era (o c'è ancora?), lo svergognato "mungi-mungi" da parte di questi squinternati nei confronti del munificissimo "inculcator cortese", dall'altro l'altrettanto spudorato "magna-magna" da parte di un gruppo di sia pur validi musicisti, formatosi recentissimamente in seno alla parrocchia (e che comunque, in quanto appassionato, cerco in ogni caso, nel mio piccolo, di far conoscere in giro, nonostante ciò, a costo di entrare in conflitto con la mia coscienza) costituito da 8 archi (ma potrebbero anche già essere morti sul nascere, visto il mutato clima, o forse chissà...) che, in virtù dei buoni uffici del "deretano militare" e col pretesto di dar prestigio alla parrocchia, oltre ad usufruire di uno spazio gratuito dove provare ed esibirsi, si sbafavano il rinfresco offerto (anche se l'attuale, quello che si sta approntando in questi giorni, viene fatto decisamente in economia, rispetto ai precedenti, cosa quantomeno auspicabile), a spese sue, dal grand'uomo, ed in più si beccavano l'intero ricavato dei loro concerti ad offerta libera, senza degnarsi di lasciare uno spicciolo che uno alla parrocchia ospitante, con capricci ed indolenze da prime donne e con quel gran fesso del sottoscritto, suo malgrado, ridotto a far da reggimoccolo a simile assurdo contesto, prendendosi per giunta anche insulti e contumelie assortite dallo squilibrato di turno, veramente grandioso! Non escludo, però che, con l'arrivo del nuovo parroco nella chiesa titolare, previsto verso la fine di novembre e per il quale vi è già un certo fermento, anche da parte dell'esimio personaggio, ci possano essere ulteriori mutamenti dietro l'angolo, sperando solo che tutto questo non si traduca in ulteriori brutte sorprese per lo scrivente, non si sa mai! Temo proprio qualche altro giro di vite, avendo anche avuto l'ardire, recentemente, di rifiutare la buon anima sia come "rieducatore" che come "padre", in quest'ultimo caso facendogli anche cortesemente, ma fermamente, notare che di padri mi è già bastato ed avanzato averne uno, quindi non ne sento certo la necessità di un altro, affatto, per carità! E' proprio l'ultima cosa che desidero, aiuto! Qui si tratta di un rapporto fra persone adulte, o così dovrebbe essere, nulla di più, nulla di meno! Se gli altri non possono essere come io vorrei, altrettanto vale per me, non potendo neppure io allora essere come mi vogliono loro, o meglio, costui! Se gli altri sono liberi di comportarsi come meglio credono, allora io sono altrettanto libero di regolarmi in conseguenza! Se io devo accettarli per quello che sono, la stessa cosa deve valere anche per me, nel senso che anche gli altri mi dovrebbero accettare (ma non certo nel significato di tagliarmi con l'accetta, sia pure metaforicamente!) e soprattutto rispettare per quel che sono anch'io! Tutto questo (che dovrebbe essere ampiamente assodato) non può nè deve essere a senso unico, troppo comodo! Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in un paio di mie amiche, anche loro sfruttate e malpagate, in borsa lavoro, come custodi in una galleria d'arte moderna comunale, scoprendo che anche loro subiscono angherie simili alle mie, con le loro proteste che cadono regolarmente nel vuoto, ovviamente, anche in questo caso, inascoltate dai responsabili di turno, vittime anch'esse degli "inculcatori" di turno, uno in particolare, un pensionato settantenne ex volontario alla mensa della Caritas, che conoscevo bene anch'io e che pareva la bontà personificata, che ci ha provato con ambedue, anzi con la meno giovane, più vulnerabile in quanto caratterizzata da patologia cronica causantegli periodiche perdite di memoria, non si è ancora messo l'anima in pace, aggiungiamocene un'altro che fortunatamente non conosco, un bolognese col passatempo della 'mano morta', che pensa di cavarsela semplicemente, scusandosi in seguito con gli oggetti delle sue attenzioni, ed ecco delineata in tutto il suo squallore l'intera faccenda, altrettanto squallidamente nella norma! La più giovane delle 2, mi ha anche accennato di un suo amico, anch'egli 'impiegato' in una parrocchia, ed altrettanto schifato di quel che vi succede, per cui, alla fine, nonostante che ambedue, a differenza di me, siano credenti, i loro discorsi e le loro riflessioni, avevano parecchi punti di contatto con le mie, c'è proprio poco da stare allegri! --- P.S.: Da quando ho iniziato a stilare queste note, nel frattempo, il clima psicologico intorno a me sembrerebbe essersi apparentemente stemperato, ciò nonostante non mi faccio troppe illusioni al riguardo, per il momento si naviga a vista (in effetti mi sarei aspettato che il camaleontico "inculcator cortese" si tramutasse ulteriormente magari, prima o poi, nel "convitato di pietra", col dito indice solennemente puntato verso quel reprobo recalcitrante del sottoscritto, al grido di: "Pentiti, pentiti, o dissoluto!", ma per adesso, non si segnalano ulteriori metamorfosi, comunque stiamo in campana, perchè non si sa mai, le sorprese possono essere sempre dietro l'angolo), ad ogni modo, potrebbe essere stato provvidenziale per entrambi il fatto che, proprio in questi giorni, io sia stato convocato come scrutatore al seggio elettorale, per cui dovrei avere ben altro di che occuparmi per 2 o 3 giorni, oltrechè beccandomi sperabilmente qualche quattrino, in luogo di eventuali insulti ed aggressioni da parte di qualsivoglia scombiccherato. Certo è che continuerò a considerarmi sostanzialmente gettato alle ortiche, così come la mia inutile esistenza, rimane decisamente sprecata, ma vorrei sperare, una volta tanto, che a poco a poco, gli eventi mi allontanino progressivamente sempre di più, dalla mia attuale impasse, aprendomi a qualche prospettiva veramente nuova, non ne posso veramente più di sentirmi l'uomo sbagliato nel posto più sbagliato, un pesce fuor d'acqua, annaspante e boccheggiante, avendo continuamente la sensazione di girare a vuoto, di essere l'ultimo dei galoppini, pur sapendo benissimo che tutto questo rientra ampiamente nella norma. Continuerò ostinatamente a rifiutare consolazioni anestetizzanti di natura religiosa e non, essendo troppo conscio della loro intrinseca fallacità, bisogna guardare la realtà per quel che effettivamente si rivela, senza costruirsi quadretti idilliaci e presepi mentali, rimedio (?) assai peggiore del male, preferisco restare nella mia eterna infelicità ed insoddisfazione, piuttosto che ricercare un'artificiosa felicità interiore fondata su basi d'argilla, se non autentico castello di menzogne, destinata perciò a crollare inesorabilmente alla prova dei fatti, appena il destino bussi alla propria porta. L'unico paradiso possibile, se effettivamente realizzabile, non può che essere qui, dove ci troviamo, ma non certo in altri improbabili, immaginifici, ipotizzabili, mondi alternativi, dipende solo e soltanto da noi e basta, qualora lo volessimo sinceramente, collettivamente, non certo da qualsivoglia presunta entità ultraterrena alla quale lasciare tale assurda delega, o vogliamo ancora credere alle favole?
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