giovedì 27 agosto 2015

Quer pasticciaccio brutto de via Monaldo Calari.

Povero Gadda, povero Germi, penso che nemmeno la loro più spinta e malata immaginazione li avrebbe portati a tessere delle trame così sciaguratamente demenziali, il commissario Ingravallo avrebbe certamente gettato il tesserino alle ortiche, trovandosi al cospetto di una tale abnorme, perversamente ed oscenamente inimmaginabile, ma al contempo incommensurabilmente ridicola, miseria umana! A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca, si sa! Quella parrocchia di via Monaldo Calari 10, in cui la mala sorte mi ha fatto disgraziatamente piombare in veste di "aiutante generico", autentico avamposto dell'inferno, si è alla fine rivelata come il più sgangherato, sguaiato teatrino della più vieta e tetra provincia, pieno dei peggiori guitti d'avanspettacolo che il globo terracqueo abbia mai visto dal tempo dei tempi! Cominciamo dal "re dei ciarlatani", il non plus ultra della guittoneria la più smaccata, fulgido esempio di bolognese ipocrita perbenista conformista, coacervo pazzesco di vigliaccheria, pusillanimità e cerchiobottismo, ovvero colui che, con la carica di "ministro laico", in realtà più laido che laico, sarebbe il cosiddetto "responsabile", in realtà alquanto irresponsabile, dello squallidissimo e tristissimo, smunto teatrino in questione. L'esemplare in questione, dalla coscienza più lercia di una discarica abusiva, affetto patologicamente da bipolarismo comportamentale cronico, invasato puritano inculcatore con smanie predicatorie, è un preclaro campione di "lat(r)in lover", infarcito di falsa bonomia in salsa tipicamente felsinea, maestro del doppio e anche triplo gioco, sgusciante come un'anguilla, viscido ed untuoso come un mollusco avariato, omuncolo debosciato e sommamente smidollato, incapace costituzionalmente di prendere una posizione chiara e netta in qualsivoglia frangente, sordidamente ambiguo e sfuggente in ogni occasione, grandissimo voltagabbana, paravento in servizio permanente effettivo (io dico che se si facesse, utopisticamente, un serio esame di coscienza - ma poi ce l'avrà? Boh, chissà! - dovrebbe avere talmente schifo ed orrore di sè, da andarsi a suicidare senza alcuna esitazione, ma che bell'ingenuo che sono, a dir poco!), insomma quel che si dice proprio "una gran brava personcina", un "sant'uomo", giustamente. Questo camaleonte dell'anima, capace di risultare un attimo la persona più meravigliosa del mondo e l'attimo successivo il suo esatto contraltare, ovvero il peggior fetente di tutti i tempi, arrivando persino all'incredibile, sommo virtuosismo di essere le 2 cose contemporaneamente, proprio in virtù di queste sue impareggiabili caratteristiche, lascia senz'altro una traccia indelebile (sic!) in chiunque abbia la (s)ventura di avere anche minimamente a che fare con lui, senz'altro un "grande" personaggio indimenticabile, di quelli che ti rimangono impressi per tutta la vita! Questa sorta di "Er Monnezza" in versione cattolico-cristiana, fasullo come la religione che indefessamente professa, non bastassero i danni irreparabili che combina come singolo individuo, si circonda pure di una sua catastroficissima corte dei miracoli, autentico letamaio umanoide, grazie alla quale gli sfracelli si moltiplicano esponenzialmente. Andiamoli ad esaminare uno ad uno, questi altri guitti alienati ed alienanti (continua). 

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